Per la prima volta all’asta anche diverse bottiglie storiche
Presentata oggi 25 settembre, l’asta di beneficenza di Barolo en primeur, giunto alla sesta edizione.
Rompendo la tradizione la conferenza stampa si è svolta a Barolo in una sala del Wi.Mu.
Ai partecipanti, dopo la presentazione è stata offerta una visita guidata del museo ed un rifresco sulla terrazza del castello accompagnata da diverse bottiglie di Barolo e Barbaresco

L’asta, realizzata con il supporto di Christie’s si terrà il 23 ottobre 2026 al Castello di Grinzane Cavour, con collegamenti da Londra e New York.
Dopo aver raccolto oltre 4,5 milioni di euro in cinque anni a sostegno di quasi 100 progetti sociali e culturali, saranno, come da tradizione, battute 14 barrique (corrispondenti a circa 270 bottiglie) di Barolo annata 2025 provenienti dalla Vigna Gustava, di proprietà della fondazione CRC e curata dalla scuola enologica di Alba.
Se il vino delle barrique sarà reso disponibile agli acquirenti solo nel 2029, per la prima volta quest’anno, saranno poste in asta anche 31 bottiglie storiche (tra le quali le annate 1996, 2010 e 2016) ovvero già imbottigliate e pronte per la beva, donate da diversi produttori aggregati in base al comune in cui hanno sede e costituenti i 7 lotti comunali.
Tra questi, altra novità, anche per la prima volta un lotto di Barbaresco.
La quindicesima barrique sarà invece battuta nell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba dell’8 novembre.
Confermati anche i sistemi di certificazione digitale Nfc per garantire autenticità e tracciabilità delle bottiglie.
Sul punto però si osserva che il sistema di tracciabilità, posto sull’etichetta, darebbe maggiori garanzie di sicurezza ove fosse collocato sulla capsula come già avviene per diversi grandi vini toscani che, purtroppo, sono già da anni oggetto di contraffazione.
L’edizione 2026 conferma inoltre il legame con l’arte, con un’etichetta firmata da dall’artista venezuelana Sol Calero che raffigura un paesaggio notturno delle Langhe.

L’intero ricavato dell’asta sarà destinato a iniziative solidali in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale.
Se l’iniziativa è lodevole dal punto di vista della destinazione dei fondi, ad oggi si deve segnalare che nessuna delle bottiglie fino ad ora consegnate è stata mai bandita in una asta tradizionale nonostante la rarità delle medesime.
Forse queto è un aspetto sul quale gli organizzatori dovrebbero riflettere per rendere più appetibile la partecipazione all’asta anche ei grandi collezionisti di vini.
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