Romanée-Conti non sente la crisi: una bottiglia del 1945 aggiudicata a 812.500 dollari

Nonostante nel vecchio continente le bottiglie di Romanee Conti abbiano registrato dei ribassi significativi rispetto al periodo d’oro (2021- 2022) nell’asta Acker – La Paulée tenutasi a New York nei giorni scorsi sono stati venduti vini per 25 milioni di dollari e si sono registrati  460 record mondiali.

Ancora una volta nel corso di una delle più prestigiose aste di vino al mondo  la Borgogna enoica con produttori e collezionisti di assoluto rilevo l’ha fatta da padrona,

Una bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti del 1945 ha raggiunto infatti l’incredibile cifra di 812.500 dollari (oltre 708.100 euro) conquistando quindi il primato mondiale del prezzo più alto mai pagato per una singola bottiglia di vino (da 0,75) in un’asta.

La bottiglia, originariamente proveniente dalla cantina personale di Robert Drouhin, ha disintegrato il precedente record di 558.000 dollari, stabilito nel 2018, curiosamente sempre per la stessa bottiglia.

Si tratta di una delle sole 600 bottiglie prodotte in quell’anno  e risalente all’ultima annata prima del reimpianto del vigneto del mito di Borgogna, a causa dell’attacco della fillossera.

Un “pezzo” pregiato, ma non l’unico, che ha scatenato il desiderio dei collezionisti.

Infatti, nel corso della stessa asta  si sono registrati ben 460 record di livello mondiale.

L’asta ha proposto molti altri lotti eccezionali provenienti direttamente da 15 tenute tra le più prestigiose della Borgogna ma il DRC è stato l’assoluto protagonista.

Da segnalre una Matusalem di La Tâche del 1971, 12 bottiglie di Romanée-Conti del 1999, entrambe in confezione originale, ciascuna venduta a 325.000 dollari.

Ancora una Matusalem di La Tâche del 1999  a 187.500 dollari, mentre un assortimento di sei magnum di Domaine de la Romanée Conti del 2005 ha registrato 162.500 dollari.

Ancora ex aequo una Matusalem annata 1996, una bottiglia del 1943 ed una magnum del 1971, tutte vendute a 137.500 dollari.

L’unico altro Domaine presente tra i primi dieci top lot, e peraltro il Borgogna bianco più costoso dell’asta, è stato il Domaine d’Auvenay, con 6 bottiglie di Chevalier-Montrachet del 2013 vendute a 125.000 dollari.

A completare le prime dieci posizioni, le 12 bottiglie di Domaine de la Romanée Conti del 1990 e del 1999, ciascuna venduta a 118.750 dollari.

CONCLUSIONI

Sperando che la fase di calo dei prezzi sia prossima alla fine, è evidente che si devono privilegiare gli investimenti nei grandi marchi, sperando che tra questi rientrino anche i più importanti produttori italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.