CI MANCAVA ANCHE L’ASTA DI VINI DELLA GINTONERIA

CI MANCAVA ANCHE L’ASTA DELLA GINTONERIA

La storia è nota:

La Gintoneria, era il locale di Davide Lacerenza finito al centro dell’indagine della pm di Milano e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf su un presunto giro di prostituzione e droga che a marzo 2025 ha portato all’arresto del titolare e dell’ex compagna Stefania Nobile.

La vicenda giudiziaria, incredibile a dirsi visti i tempi medi della giustizia italiana, si è già risolta con un patteggiamento.

Nell’ottobre dello stesso anno, il Gip  ha ratificato i patteggiamenti dei due imputati: 4 anni e 8 mesi per Lacerenza e 3 anni per Nobile.

Oltre alle “pene detentive”, il tribunale ha disposto la confisca definitiva dei beni, inclusi i conti correnti, gli arredi dei locali e la preziosa cantina ora oggetto dell’asta pubblica.

Il virgolettato su pene detentive non è messo a caso in quanto dai giornali si apprende che:

Lacerenza ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali mentre, per quanto riguarda Nobile, la sua pena è stata convertita in lavori di pubblica utilità (qualcuno ha dichiarato che non sarebbe stata compatibile con il regime carcerario, anche se già c’era stata per diversi anni !).

Resta da capire che tipo di attività socialmente utile potrebbe svolgere !

Non solo. Entrambi sono stati condannati al pagamento di un risarcimento di 900 mila euro.

Da qui la messa all’asta anche delle bottiglie per il tramite dell’ IGV di Monza.

Orbene senza in questa sede voler fare considerazioni sullo stato di conservazione delle bottiglie (si narra che alcune venissero usate per lavare i cerchioni delle super car parcheggiate fuori dal locale !) andiamo ad esaminare nel dettaglio i lotti.

I LOTTI IN VENDITA

Poche che l’IGV non è noto per avere un dipartimento che si occupa di vini e distillati (e si vede !) per trovare le bottiglie bisogna selezionare la categoria “merci deperibili e qui, tra ombrelloni da spiaggia e lettini si trovano le bottiglie fotografate in modo un po’ deprimente, alcune approssimativamente incellofhanate !

Limitandoci a quelle italiane.

La prima bottiglia di un certo interesse è un Guado al Tasso del 2003 a 119,00 euro.

Guado al Tasso, lotti 22 e 85 dell’asta Invinvest in corso da € 80 

Come non citare poi una bottiglia di Lambrusco di Cleto Chiarli a 8,5 euro (forse anche in Gintoneria erano democratici !)

Si arriva poi a due bottiglie di Trebbiano d’Abruzzo di Valentini del 2013 con base d’asta a 204,00 euro l’una!

Diversi Lotti nell’asta Invinvest in corso a partire da € 110 a bottiglia

Ecco poi una Magnum di Brunello di Montalcino riserva del 1993 Frescobaldi Ferrè a ben 382,5 euro a base d’asta.

Al riguardo ricordo una bottiglia che è stata proposta in diverse aste consecutive e sistematicamente rimasta invenduta a prezzi molto più popolari !

Si arriva poi a 5 bottiglie di Ferrari Riserva Bruno Lunelli del 2006 a 476,85 euro.

Ecco poi una magnum di Tignanello del 2018 a 381,48 euro.

 Tignanello MG, Lotti da 33 a 35 a partire da € 290 nell’asta Invinvest in corso

 

Segue una 3 litri di Solaia del  2007 a  ben 1.430,55 e una magnum di Barolo Francia di Giacomo Conterno del 2017 a 499,29 (guai a perdersi i decimali !)

Lotto 91 Asta Invinvest in corso, Solaia DMG da € 1.100

Per finire anche una Giulio Ferrari riserva del fondatore Collezione (anche se questa particolarità non viene evidenziata in descrizione) del 2004 ad euro 572,22 ed una del 2001, alla quale in foto non hanno nemmeno tolto una posticcia pellicola trasparente di protezione, a ben 667,59.

CONSIDERAZIONI FINALI

Dopo le aste di Enoteca Pinchiorri, Bastianich e Locatelli,  non poteva mancare un altro famoso (o famigerato ?) nome della grande ristorazione italiana !

Dalle bottiglie poste in asta (anche se non volontariamente !) si intuisce che la clientela media della Gintoneria non andasse li per bere vini italiani (qualcuno potrebbe dire che in quel locale il bere fosse solo un accessorio e, peraltro, l’unico legale !)

Per quanto riguarda i prezzi, posto che la procedura giudiziaria intende recuperare ben 900.000 euro, si capisce come siano state fatte le ottimistiche basi d’asta.

Quindi se si si ha una certa esperienza di simili aste, la regola è attendere che i prezzi (oggettivamente, al 2025, fuori mercato) si riducano sensibilmente nel  corso delle tornate successive.

Vi ricordate lo Yacht sequestrato a Briatore e poi venduto in asta !!??

 

 

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